Il teatro in Sardegna

Le origini

E’ probabile che in Sardegna, fin dall’età nuragica, i riti furono occasione spettacolare di aggregazione sociale e i miti veicolarono, attraverso la teatralità popolare, il patrimonio di tradizioni. Già all’epoca dell’impero romano, insieme alle asprezze del dominio, la Sardegna conobbe anche la cultura e l’architettura teatrale; Cagliari e Nora ne conservano le più evidenti vestigia entrambi del II secolo d.C: un anfiteatro ed un teatro.

Le potenze dominatrici succedutesi nell’isola non riuscirono a cancellarne la cultura che continuò ad esistere grazie alla sua straordinaria capacità di accogliere e di fare propri gli elementi più interessanti di tali civiltà: dai rituali spettacolari dei santuari nuragici fino alle arcaiche manifestazioni rituali dei “Mamuthones”; dall’agiografia teatrale ai “gosos” o “goccius” dialogici; dagli strabilianti tornei alle spettacolari processioni drammatiche, fino ad arrivare alle sacre rappresentazioni dei drammaturghi cinque-settecenteschi, un genere drammatico diffuso in Italia e in Europa e innestatosi nell’isola in un contesto popolare ricco già di un substrato di tradizioni arcaiche.

Nell’ottocento, oltre che dal dramma sacro, la Sardegna è caratterizzata anche da una produzione teatrale profana, sia in prosa che in musica che veniva presentata presso il Teatro dell’Università (1750), quindi, nel Teatro Regio (1767), poi, nel Teatro Civico (1831) e, in seguito, al Politeama Regina Margherita.

Il Novecento

Nei primi decenni del novecento in Sardegna si mantengono le stesse tematiche proprie dell’Ottocento: nei teatri di Cagliari e Sassari continuano a entusiasmare i drammi storici, la tragedia, l’opera lirica e il filone del teatro in sardo. La commedia dialettale trova sempre più interesse grazie ai sempre più numerosi autori che scrivono in sardo. Si tratta, prevalentemente di un teatro in cui il fraintendimento e lo stravolgimento della lingua ufficiale costituisce elemento, molto spesso abusato, di gioco comico ma, nel tempo, si inseriscono tematiche sociali e cominciano a prendere corpo i tratti del personaggio.

Il teatro contemporaneo

Ma solo a partire dagli anni ‘60/’70 il teatro in Sardegna trova origine l’attuale straordinario fervore teatrale teso alla ricerca di una nuova drammaturgia: a Cagliari, Sassari e in altre parti dell’isola nascono e operano numerosi gruppi di base, compagnie e cooperative teatrali mettono il loro impegno culturale e sociale al servizio del territorio. Inizialmente si tratta di compagnie e attività legate al mondo studentesco come il Centro Universitario Teatrale (CUT), il Teatro di Sardegna-Centro di Iniziativa teatrale (CIT) che portano i loro spettacoli anche nei paesi dell’interno, nell’ottica di una maggiore continuità e stabilità per intraprendere un percorso verso il professionismo. Negli anni a seguire c’è stato un grande fermento culturale che ha favorito la nascita di numerose compagnie che si sono distinte nel passato (come I Compagni di Scena nel 1971/75, il Teatro Laboratorio di Alkestis nel 1972/76), e altre che hanno segnato la storia del teatro in Sardegna e che sono tuttora particolarmente attive in ambito nazionale e internazionale come il Teatro di Sardegna, il Teatro Laboratorio Akròama, Botte e Cilindro (dal 1978), la Compagnia Is Mascareddas dal 1980, il Cada Die Teatro e il Teatro Actores Alidos dal 1981, e tante altre che svolgono un’importante attività nell’ambito regionale come la Cooperativa Fueddu e Gestu il Crogiuolo dal 1983 e, a seguire, tantissime altre.