LA SAGRA DEL REDENTORE A NUORO

Per il grande Giubileo del 1900, papa Leone XIII aveva chiesto che ciascuna regione italiana tributasse un solenne Omaggio a Gesù Redentore innalzandone l’immagine su una propria vetta, a celebrazione dei diciannove secoli di storia cristiana che si andavano allora a compire.

In Sardegna furono la città e diocesi di Nuoro a farsi promotrici della raccolta fondi che coinvolse l’intera isola e con cui poté essere commissionata allo scultore calabrese Vincenzo Jerace (1862-1947) la realizzazione di una colossale statua in bronzo di Gesù risorto (il Redentore, appunto). La statua sarebbe stata collocata sul Monte Ortobene, un’altura granitica a poco meno di 4 chilometri dal centro abitato, alta 955 metri sul livello del mare.

La scultura, che supera i 4 metri di altezza e pesa circa 2 tonnellate, risultò la più grande e la più bella tra tutte quelle create in Italia per l’occasione, e fu per questo oggetto di incondizionata ammirazione da parte anzitutto del cav. Augusto Grossi Gondi, segretario del comitato romano per l’Omaggio: «A Napoli si fuse in bronzo la statua più grandiosa del Redentore, opera originale e ispirata (…); ultimato il lavoro meraviglioso, i diversi pezzi furono per mare trasportati in quell’isola, e con lavoro immane saranno condotti sulla vetta».

La posa della statua si celebrò il 26 agosto 1901, nella cornice di una straordinaria festa popolare che attirò migliaia di pellegrini dall’intera Sardegna.

Ancora oggi, l’ultima domenica di agosto, Nuoro rievoca quel grandioso evento organizzando una rassegna folklorica che coinvolge rappresentanze in abito tradizionale provenienti da tutta l’isola, anche se la prevalenza è dei centri della Barbagia.

La sfilata, aperta dai carabinieri a cavallo in grande uniforme, si compone di gruppi a piedi e gruppi a cavallo, in tutto varie centinaia di persone, a ricordare che la statua del Redentore appartiene in pari misura a ogni sardo perché è solo grazie al contributo di ogni sardo che essa fu innalzata.

Conclude la giornata un festival regionale del folklore, in cui si assiste ai vari tipi di ballo e di canto tradizionali della Sardegna.

Le celebrazioni più strettamente religiose, invece, si aprono con il canto solenne dei vespri, la sera del 28 agosto, cui segue una fiaccolata lungo le vie cittadine, mentre il 29 mattina parte un pellegrinaggio che dalla cattedrale di Nuoro, in circa due ore di cammino, raggiunge il Monte Ortobene dove viene celebrata la messa.