La musica vocale

Quelle legate alla voce sono espressioni che caratterizzano tanto la dimensione individuale che quella collettiva e presentano nell’isola una ricca varietà di modi di organizzare i suoni, di caratterizzarli timbricamente, di utilizzarli variamente nei contesti più diversi. Ecco allora che troviamo ancora in uso pratiche che si basano sulla monodia (una voce sola) con o senza accompagnamento strumentale e pratiche che si basano sul canto simultaneo di più persone. Vari sono i livelli di complessità. Nell’ambito della monodia, le forme più semplici erano legate alla sfera personale come accadeva per i canti del ciclo della vita (anninnias, duru duru, attitidus) per le monodie religiose (rosari cantati) o i canti di lavoro. Forme decisamente più articolate venivano accompagnate da strumenti come nella cantzoni a curba campidanese o nel raffinato virtuosismo del canto a chiterra del nord Sardegna.

La polifonia, concentrata nell’area centro-settentrionale dell’isola, si caratterizza soprattutto per pratiche maschili a 4 parti reali che rimandano a modelli di matrice chiesastica medioevali e moderne (falsobordone tardorinascimentale) che attraverso percorsi autonomi e difficilmente ricostruibili dal punto di vista storico hanno portato a definire almeno due modalità principali di canto a più voci. La prima è fortemente caratterizzata timbricamente dall’emissione gutturale delle due parti più gravi (bassu e contra), nella seconda, invece, tali parti sono emesse “di petto”.

Non esiste una denominazione univoca per questi due modi di organizzare i suoni; ciascuna comunità in cui il canto è praticato conferisce ad esso un “marchio” identitario ben preciso: tenore, cuncordu, cussertu ussertu cuntzertu, cunsonu, cuntratu, tràgiu, coru. Lo stile locale si distingue per emissione, timbro, portato vocale e repertori.
Se l’emissione gutturale caratterizza in particolare i repertori profani (tra i quali quelli legati all’accompagnamento del ballo) mentre l’emissione di petto si ritrova in gran parte nei repertori religiosi legati ai riti della settimana santa, non mancano canti religiosi con emissione gutturale e balli con emissione di petto così come in diverse comunità – ad es. della Baronia o del Marghine – sono presenti ambedue le pratiche.


Canto a tenore


Canto a cuncordu


Canto a chitarra