Sa Murra

La Murra è un gioco antichissimo, se ne sono rilevate tracce in una tomba egizia del 700 a.C., in epoca greca ed in epoca romana, dove veniva chiamata Micatio ( da micare digitis, ovvero segnare con le dita).
Poi si è diffusa in tutta la penisola ed in Sardegna, specialmente in quei luoghi dove è viva la cultura pastorale; si ipotizza infatti che questa tradizione orale riguardi il conteggio delle pecore nei momenti più concitati della tosatura. Presenta regole ed interpretazioni differenti, in base alla regione in cui si è sviluppata. Si caratterizza quasi come una musica dialettale e spesso si possono vedere i protagonisti intenti al gioco per le vie dei piccoli centri dell’isola. Richiama tanti appassionati e si tramanda di generazione in generazione; è un gioco di concentrazione e numeri, di regole e manualità, racchiude in sé la vera tradizione e non ha confini.
La regola generale è che i partecipanti devono riuscire ad indovinare la somma dei numeri mostrati dalle dita dei giocatori, chi indovina la somma prodotta dallo sfidante guadagna un punto, qualora invece fossero entrambi ad indovinare la somma non verrà assegnato alcun punteggio e il gioco proseguirà sino al raggiungimento di un punteggio precedentemente stabilito.
E’ interessante sottolineare che i partecipanti tendono il braccio simultaneamente e mostrano il pugno, equivalente al numero 1, oppure stendono un numero di dita a scelta, mentre gridano in lingua locale un numero complessivo che si prevede dalla gettata comune, quasi a voler intimorire l’avversario.
Si utilizzano spesso espressioni molto colorite e dialettali che variano da regione a regione, caratterizzando così il gioco in tante sfaccettature.
La Murra si può giocare uno contro uno o in coppie; nello specifico della Murra sarda si predilige il gioco a coppie. C’è chi gioca seduto, chi in piedi, chi utilizza un tavolo, chi si ferma ad ogni punto conquistato, chi continua a giocare senza fermarsi mai e chi utilizza l’importante figura de Su Contadori, istituita di recente, specialmente durante i tornei (i più conosciti si svolgono ad Oniferi, Fonni, Urzulei): una sorta di arbitro della partita con il compito di contare i punti, verificare la reale rispondenza della somma proposta dai giocatori e gestire le eventuali irregolarità di gioco.