La gara poetica campidanese

Nel Campidano la poesia improvvisata trova la sua espressione più importante nella cantada campidanesa. Come per la gara logudorese, il contesto è prevalentemente quello delle feste patronali o di altri santi venerati nei diversi centri urbani o nelle campagne e che sono in larga parte concentrate nei mesi estivi.

I poeti si esibiscono su un palco che viene collocato nel sagrato della chiesa o nelle vicinanze. Anche la gara campidanese trae origine da pratiche preesistenti di improvvisazione poetica largamente diffuse tra la gente, ma come la conosciamo oggi risale al periodo tra le due guerre quando il poeta Pasqualino Loddo di Monserrato stabilì il canone di quella che è conosciuta come regula. L’area di diffusione comprende il Campidano di Cagliari, Sulcis Iglesiente, Gerrei, Parteolla, Marmilla e parte del Sarrabus, con centri di grande tradizione come Quartu S.Elena, Sinnai, Burcei.

Capace un tempo di riempire le piazze, negli ultimi decenni sa cantada campidanesa – di per sé complessa ed ermetica, lenta nel suo sviluppo – ha conosciuto una flessione nelle presenze sulle piazze a parte il gruppo degli esperti appassionati che si spostano da paese a paese per seguire le performance dei poeti. All’interno di questa cerchia vi è chi si incontra periodicamente per svolgere gare in contesti informali alle quali partecipano anche i professionisti. Queste figure costituiscono degli attori irrinunciabili della gara; ad essi il compito di decifrare il significato dell’argomento della gara, espresso dai poeti sotto metafora, di giudicare la sottigliezza dell’argomentazione e la qualità della poesia.

La gara

Ben più complessa della gara logudorese, sa cantada campidanesa vede fronteggiarsi normalmente quattro poeti sul palco che sono chiamati a improvvisare versi nelle forme poetico-musicali de su mutetu longu (o mutetu a ottu peis) e de su versu. Per questo la gara, che dura intorno alle tre ore consta di due parti: sa mutettada accompagnata da un complesso di due voci gutturali (basciu e contra, o semplicemente sa contra) e sa versada quest’ultima accompagnata dalla chitarra.

Estremamente complessa nel suo svolgimento è la forma del mutetu longu, riservato ai poeti professionisti che hanno sviluppato una particolare abilità nel comporre estemporaneamente usando una forma metrica estremamente complessa così come è particolarmente complesso il meccanismo della gara stessa.

In estrema sintesi si parla di cantada a fini serrau, ossia l’argomento stabilito è conosciuto solo da uno dei poeti detto fundadori ossia colui che apre e “fonda” la gara proponendo appunto in forma metaforica, criptata, su fini, ossia l’argomento (poesia, religione, storia etc.). Agli altri poeti che si alternano sul palco il compito di svelare quanto su fundadori ha nascosto “intrecciando”con questo le loro argomentazioni che devono essere pertinenti rispetto a quanto proposto. Il tutto si svolge nel rispetto dei complessi meccanismi della regola poetica e dei codici comportamentali.